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[box_section layout=”vertical” icon_theme=”no-icon” icon_size=”30″ color=”#000000″ circle_size=”” color_circle=”#ffffff” title_size=”h3″ css=”.vc_custom_1522938225418{background-color: #ffffff !important;}”]Bellaria, inizi degli anni ’50: Giuseppe Lugaresi, detto “Beppe”, dottore in Economia e commercio, decide di dedicarsi alla sua grande passione, la costruzione di piccole barche a vela e poi a motore. Il piccolo cantiere ricavato sotto il palco del cinema alle spalle di piazza Marcianò, accanto alla villa in stile liberty perfettamente conservata, è stato uno dei primi cantieri in Italia a costruire piccole barche in legno, utilizzando per primo il compensato marino, più leggero e resistente del normale fasciame impiegato a quel tempo.

La “squadra” capitanata da Lugaresi era formata da sei o sette uomini al massimo. Sfornavano anche due barche a settimana, che venivano consegnate da Lugaresi in persona caricando i piccoli gioielli in legno sul tetto della sua Fiat Multipla. Nel cantiere Lugaresi si sono formati diversi “ragazzi”, ora settantenni, alcuni dei quali hanno fondato alcuni tra i più importanti cantieri ancora oggi in attività.

“La falegnameria del cantiere era stata allestita proprio sotto il palco del cinema e molto spesso capitava che gli orari di lavoro si accavallassero con le proiezioni. Accadeva così che il gestore del cinema, Zignani, si mettesse a picchiare sul pavimento del palco: era il segnale che la proiezione iniziava e occorreva fermare i lavori per non fare rumore”, ricorda Mussoni. Si lavorava otto ore al giorno e d’estate era difficile resistere alla tentazione del mare e allora si faceva un patto: “Per un’ora al mare ma poi tutti a lavorare.”

Tratto da “cantiere lugaresi bellaria” – www.altomareblu.com

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